TITOLO I: COSTITUZIONE – SEDE – DURATA – SCOPI

Art. 1 – costituzione
Per il conseguimento delle finalità di cui all’art. 1, lettera b), della legge 381/91, è costituita una società cooperativa sociale a responsabilità limitata denominata: “Lo Spazio delle idee Società Cooperativa Sociale a r.l.”, validamente identificabile in sigla con la denominazione “Lo Spazio delle idee s.c.s.a.r.l.”
La Cooperativa aderisce alla Confederazione Cooperative Italiane ed ai suoi organismi periferici e territoriali.
La Cooperativa potrà aderire ad altra associazione di rappresentanza del movimento cooperativo

Art.2 – Sede
La Cooperativa ha sede in Roseto degli Abruzzi (TE). Con delibera assunta in conformità alla legge ed allo statuto, potranno essere istituite sedi secondarie, filiali, succursali, agenzie e rappresentanze anche in altre località del territorio nazionale.

Art. 3 – durata
La Società ha durata fino al 31.12.2058 ma potrà essere prorogata, anche dopo della suddetta scadenza, o sciolta anticipatamente con delibera dell’Assemblea dei soci. Non potrà comunque sciogliersi prima che siano stati estinti i mutui passivi eventualmente contratti.

Art. 4 – scopi
La Cooperativa si propone di conseguire i seguenti scopi:
La Cooperativa ha lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e alla integrazione sociale dei cittadini attraverso l’inserimento lavorativo, in attività diverse (agricole, industriali, commerciali o di servizi), di persone svantaggiate, nelle percentuali e come definito dalla legge 8.11.1991 n. 381 ed eventuali modificazioni ed integrazioni, attuando, in forma mutualistica e senza fini speculativi, l’autogestione dell’impresa che ne é l’oggetto, dando continuità di occupazione lavorativa ai soci alle migliori condizioni economiche, sociali e professionali.

Art. 5 – Oggetto.
In relazione all’art. 4 del presente statuto, al fine del raggiungimento dello scopo sociale, la cooperativa potrà:
promuovere e gestire in proprio o per conto terzi Sportelli Informa Giovani, Sportelli Informa Famiglia, Sportello Immigrati, Sportelli URP, Sportelli Informa Anziani, Sportelli Informa Donna, Sportelli di Informazione e Accoglienza Turistica, Sportelli Europa, Eurosportelli, Punti ed Antenne Europe Direct, Centri di Educazione Ambientale, laboratori didattici, creare e gestire, per enti pubblici e privati, siti Internet, Promuovere, progettare e gestire progetti europei per enti pubblici e privati
La Cooperativa, per il conseguimento dello scopo sociale, potrà svolgere qualunque altra attività connessa ed affine a quelle sopra elencate, nonché compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni contrattuali di natura immobiliare, mobiliare, industriale e finanziaria necessarie od utili alla realizzazione degli scopi sociali e/o comunque direttamente o indirettamente attinenti ai medesimi nonché, tra l’altro e solo per indicazione esemplificativa e non limitativa:
assumere interessenze e partecipazioni, nelle forme consentite dalla legge, in imprese, anche consortili, che svolgano attività analoghe o comunque accessorie all’attività sociale;
promuovere e partecipare ad enti ed organismi anche consortili finalizzati a sviluppare e ad agevolare gli approvvigionamenti di beni e di servizi a favore dei propri aderenti; potrà inoltre aderire a consorzi fidi al fine di ottenere, per il loro tramite, agevolazioni e facilitazioni nell’accesso al credito bancario per sopperire alle esigenze finanziarie della cooperativa, prestando all’uopo le necessarie garanzie e fideiussioni;
costituire fondi per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione o il potenziamento aziendale, nonché adottare procedure di programmazione pluriennale finalizzate allo sviluppo o all’ammodernamento aziendale ai sensi della legge 59/92 e partecipare allo sviluppo e al finanziamento delle cooperative sociali;
istituire una sezione di attività, disciplinata da apposito regolamento per la raccolta di prestiti, limitata ai soli soci ed effettuata esclusivamente ai fini del conseguimento dell’oggetto sociale, il tutto a norma e sotto l’osservanza dell’art. 12 legge 127/71, dell’art. 11 legge 385/93 e di quanto disposto in materia dalla delibera CICR del 3.3.94 e successive norme di attuazione ed applicative.
A tal fine la Cooperativa richiederà le autorizzazioni necessarie e si avvarrà di tutte le provvidenze ed agevolazioni di legge.

TITOLO II: SOCI

Art. 6 – numero e requisiti
Il numero dei soci è illimitato ma non può essere inferiore al minimo stabilito dalla legge.
Possono essere soci tutte le persone fisiche aventi piena capacità di agire, che, per professione, capacità effettiva di lavoro, attitudine e specializzazione professionale, possano partecipare direttamente ai lavori dell’impresa sociale ed attivamente cooperare al suo esercizio ed al suo sviluppo.
I minori possono far parte della Cooperativa nei modi e con le autorizzazioni di legge.
Ai sensi dell’art. 14 della legge 59/92 è consentita l’ammissione di elementi tecnici e amministrativi nel numero necessario al buon funzionamento della Società. Non possono essere soci coloro che esercitano in proprio attività identiche o affini a quelle della Cooperativa.
Possono essere ammessi a far parte della Cooperativa soci sovventori alle condizioni e con le limitazioni previste dall’art. 4 della legge 31.01.1992 n. 59.
Possono altresì essere soci persone giuridiche pubbliche o private nei cui statuti sia previsto il finanziamento e lo sviluppo delle attività delle cooperative sociali e soci volontari.
I soci volontari offrono spontaneamente e gratuitamente la propria opera esclusivamente esclusivamente per fini di solidarietà e saranno iscritti in apposita sezione del Libro soci ed il loro numero non potrà superare la metà del numero complessivo dei soci.

Art. 6 – numero e requisiti
Chi desidera diventare socio deve presentare domanda al Consiglio di Amministrazione.
La domanda delle persone fisiche dovrà specificare:
nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, domicilio, cittadinanza;
l’attività svolta in relazione ai requisiti richiesti dallo statuto e dai regolamenti interni;
l’ammontare della quota sociale che intende sottoscrivere;
la categoria di soci a cui chiede di essere iscritto.
La domanda delle persone giuridiche, sottoscritta dal legale rappresentante, dovrà contenere le seguenti indicazioni:
la denominazione, la sede sociale, l’attività svolta;
l’organo sociale che ha autorizzato la domanda e la disposizione dello statuto che conferisce a desto organo i poteri relativi;
l’ammontare della quota che l’ente si impegna a sottoscrivere;
la persona fisica designata a rappresentare l’ente in tutti i rapporti sociali derivanti dalla qualità di socio, ivi compresa la partecipazione alle assemblee e l’ eventuale assunzione di cariche sociali.
La domanda di socio sovventore dovrà anche precisare il periodo minimo di permanenza nella Società.
Tutte le domande indistintamente dovranno contenere inoltre una dichiarazione di conoscenza e accettazione del presente statuto in ogni sua parte e degli eventuali regolamenti interni.
Sull’ammissione a socio decide il Consiglio di Amministrazione, entro tre mesi dalla data di ricezione della domanda. Trascorso tale termine la domanda si intende respinta.

Art. 8 – adempimento nuovi soci
IL nuovo socio deve versare, oltre l’importo della quota sottoscritta, una somma da determinarsi dal Consiglio di Amministrazione per ciascun esercizio sociale, tenuto conto delle riserve patrimoniali risultanti dall’ultimo bilancio approvato.
Il versamento della quota sociale sottoscritta e del relativo sovrapprezzo, deve essere effettuato entro trenta giorni dall’ammissione e in un’unica soluzione. Trascorso un mese dalla comunicazione di ammissione senza che sia stato effettuato il richiesto versamento, la delibera di ammissione diviene inefficace.
Le somme versate per sovrapprezzo saranno destinate al fondo di riserva ordinaria.

Art. 9 – obblighi dei soci
Aderendo alla Società i soci si obbligano:
ad osservare il presente statuto, gli eventuali regolamenti interni e le deliberazioni tutte legalmente adottate dagli organi sociali;
a partecipare all’attività della Società per la sua intera durata, salvo il verificarsi di una delle cause previste dal presente statuto per la perdita della qualità di socio;
a non iscriversi e partecipare contemporaneamente ad altre cooperative che perseguano identici scopi sociali ed esplichino attività concorrente, nonché, senza espresso assenso del Consiglio di Amministrazione, a non prestare lavoro subordinato a favore di terzi esercenti imprese aventi oggetto uguale od analogo a quello della cooperativa;
d) a non svolgere azione alcuna che possa comunque essere in concorrenza o pregiudizievole agli interessi della Società (si possono anche prevedere soci onorari).

Art.10 – diritti dei soci
I soci che non partecipano all’amministrazione hanno diritto di avere dagli amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali e di consultare, anche tramite professionisti di loro fiducia e con spese a loro carico, i libri sociali e i documenti relativi all’amministrazione.

Art. 11 – perdita delle qualità di socio – recesso
Il socio cessa di essere tale per effetto di:
a) morte;
b) recesso;
c) esclusione;
d) decadenza.

Art. 12 – decesso
Nel caso di decesso di un socio si applica l’art. 2528 del C.C., fermo restando quanto previsto dall’art. 15 del presente statuto per il rimborso della quota sociale.

Art. 13 recesso
Il recesso del socio cooperatore è consentito:
nei casi previsti dalla legge;
al socio che non sia in grado di contribuire al raggiungimento dello scopo sociale, anche in via temporanea;
al socio che abbia perduto i requisiti per l’ammissione.
E’ vietato il recesso parziale.
La relativa dichiarazione va fatta per iscritto e comunicata con raccomandata a\r all’organo amministrativo che deve esaminarla entro giorni 60 (sessanta) dal relativo ricevimento, comunicandone, nei 60 (sessanta) giorni successivi, e sempre con raccomandata a\r, al socio il provvedimento di accoglimento o di rigetto. In quest’ultimo caso il socio nei 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della comunicazione può proporre opposizione in Tribunale.
Il recesso accolto produce effetto dal momento della comunicazione del prov-vedimento relativo al socio. Con riferimento ai rapporti mutualistici il recesso ha effetto con la chiusura dell’esercizio in corso se comunicato 90 (novanta) giorni prima della stessa; in caso contrario con la chiusura dell’esercizio suc-cessivo.
Il socio receduto ha diritto alla liquidazione della quota secondo quanto infra.
In ogni caso il recesso non è consentito al socio che non abbia ottemperato a tutte le sue obbligazioni verso la Società.
Spetta al Consiglio di Amministrazione constatare se ricorrono i motivi che, a norma della legge e del presente statuto, legittimano il recesso ed a provvedere di conseguenza nell’interesse della Società.

Art. 14 – esclusione e decadenza
L’esclusione del socio è deliberata dall’organo amministrativo:
nel caso dell’articolo 2531;
per gravi inadempienze delle obbligazioni che derivino dalla legge, dal contratto sociale, dal regolamento o dal rapporto mutualistico;
per mancanza o perdita dei requisiti previsti per la partecipazione alla società;
nel caso dell’articolo 2286 del codice civile;
nel caso di cui all’articolo 2288 primo comma del codice civile;
nel caso in cui il socio svolga attività in concorrenza con la società.
La relativa delibera va comunicata con raccomandata a\r al socio che, nei 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della comunicazione, può proporre opposizione in Tribunale.
L’esclusione produce effetto dal momento dell’assunzione del relativo provvedimento.
Lo scioglimento del rapporto sociale determina contestualmente la risoluzione dei rapporti mutualistici pendenti.

Art. 15 – rimborso delle quote
Il socio receduto, decaduto od escluso e gli eredi o legatari del socio defunto avranno diritto al rimborso del valore nominale delle quote versate ed eventualmente rivalutate ai sensi dell’art. 7 legge 59/92 oppure, in caso di perdita, della minore somma risultante dal bilancio dell’esercizio nel quale si verifica lo scioglimento del rapporto societario. Tale liquidazione, salvo il diritto di ritenzione spettante alla Società fino alla concorrenza di ogni proprio credito liquido, avrà luogo entro i sei mesi successivi all’approvazione del predetto bilancio.
La domanda di rimborso deve essere presentata con lettera raccomandata, a pena di decadenza, nel termine di un anno dalla scadenza dei sei mesi suddetti.
Le quote per le quali non verrà chiesto il rimborso nel termine di cui sopra saranno devolute a riserva ordinaria.
Il socio uscente o gli eredi di quello defunto restano obbligati verso la società nei limiti di quanto ricevuto a mente di quanto precede se entro un anno dalla scioglimento del rapporto si manifesta insolvenza della società.

TITOLO IV : RISTORNI
Art.16 – ristorni
L’assemblea che approva il bilancio può deliberare, su proposta dell’organo amministrativo, in materia di ristorno ai soci cooperatori nel rispetto dei limiti e delle condizioni stabiliti dalla normativa vigente dalle disposizioni del presente statuto e del relativo apposito regolamento interno. Il ristorno è ripartito tra i soci cooperatori proporzionalmente alla qualità e quantità degli scopi mutualistici, in conformità con i criteri stabiliti dal successivo regolamento interno.

TITOLO IV : PATRIMONIO – ESERCIZIO SOCIALE – BILANCIO

Art. 17 – patrimonio
Il patrimonio della Società è costituito:
dal capitale sociale che è variabile ed è formato da un numero illimitato di quote sociali del valore nominale ciascuna non inferiore a € 50,00 (cinquanta barra zero zero) né superiore al limite massimo fissato dalla legge;
dalla riserva ordinaria, formata con quote degli avanzi netti di gestione di cui all’art. 16 e con quote sociali eventualmente non rimborsate ai soci receduti, decaduti od esclusi e agli eredi o legatari dei soci defunti;
da eventuali riserve straordinarie;
da ogni altro fondo di accantonamento costituito a copertura di particolari rischi in previsione di oneri futuri e per scopi di previdenza, assistenza, propaganda, studi, educazione cooperativistica e mutualistica in generale;
da qualunque liberalità, lascito o contributo venga fatto a favore della Società.
Le riserve, comunque costituite, non sono ripartibili fra i soci né durante l’esistenza della Società né all’atto del suo scioglimento.
Per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio e conseguentemente i soci ma nei limiti delle quote sottoscritte.

Art. 18 – cessione delle quote
Le quote sociali non possono essere sottoposte a pegno o vincolo e non possono essere cedute, sia a terzi che ad altri soci, con effetto verso la Società, senza l’autorizzazione del Consiglio di Amministrazione, salvo quanto previsto dalla legge per i soci sovventori.

Art. 19 – esercizio sociale
L’esercizio sociale si chiude il 31 dicembre di ogni anno. Il primo esercizio si chiuderà il 31 dicembre 2008.

Art. 20 – bilancio annuale
Alla fine di ogni esercizio sociale il Consiglio di Amministrazione provvede alla redazione del bilancio, previo esatto inventario, da compilarsi entrambi in conformità alle norme di legge.
Il bilancio deve essere presentato all’assemblea dei soci per l’approvazione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, ovvero entro 180 giorni qualora ricorrano le condizioni di cui al 2° comma dell’art.2364 c.c.. L’Assemblea che approva il bilancio delibera sulla destinazione dei residui annuali al netto di tutte le spese e costi pagati o da pagare, compresi gli ammortamenti e gli accantonamenti di legge e le somme eventualmente attribuibili ai soci ad integrazione del trattamento economico, nei limiti che l’art. 11 del DPR 601/73 e successive modificazioni ed integrazioni stabiliscono ai fini delle agevolazioni tributarie.
Gli utili netti annuali saranno così destinati:
per almeno il 30% e comunque in misura non inferiore a quella prevista dalla legge al fondo di riserva ordinaria;
una quota ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione nella misura fissata dalla legge;
TITOLO V. ORGANI SOCIALI

Art. 21 – organi sociali
Sono organi sociali della Cooperativa:
l’Assemblea dei soci;
l’amministratore unico o il Consiglio di Amministrazione;
il Collegio sindacale

A) ASSEMBLEA

Art. 22 – forme, tempi e luoghi di convocazione
L’Assemblea è ordinaria e straordinaria; è convocata dal Consiglio di Amministrazione e può avere luogo anche fuori dalla sede e dai locali sociali, purché nel territorio italiano.
L’Assemblea, regolarmente costituita, rappresenta l’universalità dei soci e le sue deliberazioni, assunte in conformità della legge e del presente statuto, vincolano tutti i soci ancorché non intervenuti o dissenzienti.
L’Assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta all’anno entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale. Quando particolari esigenze lo richiedano, l’Assemblea, a norma dell’art. 2364 C.C., potrà essere convocata entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale.
Può, nel corso dell’esercizio sociale, essere inoltre convocata tutte le volte che il Consiglio di Amministrazione lo ritenga necessario od utile alla gestione sociale.
Deve essere convocata senza ritardo quando ne sia fatta richiesta, per iscritto, da tanti soci che rappresentino almeno 1/5 dei voti spettanti a tutti i soci, oppure dal Collegio Sindacale se istituito.
La convocazione dell’Assemblea, tanto ordinaria che straordinaria, deve effettuarsi mediante avviso da consegnarsi o spedirsi ad ogni socio e da affiggersi nei locali della sede sociale, almeno 8 giorni prima dell’adunanza.
In deroga al comma precedente ed ai sensi dell’art.2366 la convocazione dell’assemblea potrà avvenire mediante avviso comunicato ai soci con mezzi che garantiscano la prova dell’avvenuto ricevimento (fax o e-mail) almeno 8 giorni prima dell’assemblea.
L’avviso di convocazione dell’Assemblea annuale per l’approvazione del bilancio dovrà essere comunicata ai soci con le modalità sopraindicate almeno 15 gg. prima di quello fissato per l’adunanza.
In mancanza dell’adempimento delle suddette formalità, l’assemblea si reputa validamente costituita quando siano presenti o rappresentati tutti i soci con diritto di voto e siano presenti, o informati della riunione, tutti gli amministratori e i sindaci effettivi, se nominati.
L’avviso deve contenere le seguenti indicazioni:
elenco delle materie da trattare;
luogo designato per l’adunanza;
giorno ed ora per la prima e per l’eventuale seconda convocazione; quest’ultima in giorno diverso rispetto a quello fissato per la prima.
Il Consiglio di Amministrazione può, a sua discrezione, in aggiunta a quanto stabilito, avvalersi di qualunque altra forma di pubblicità diretta a meglio diffondere tra i soci l’avviso di convocazione.

Art. 23 – assemblea ordinaria
L’assemblea è convocata in sede ordinaria per:
approvare il bilancio e ripartire gli eventuali ristorni;
nominare gli amministratori, i sindaci, il presidente del collegio sindacale e determinare l’eventuale compenso;
approvare gli eventuali regolamenti interni;
deliberare sulle eventuali responsabilità degli amministratori e dei sindaci;
deliberare in materia di aumento delle quote di partecipazione dei soci; in materia di istituzione del prestito soci di cui all’art. 12 legge 127/71 nonché sulle modalità attuattive e sull’attribuzione di eventuali voti plurimi ai Soci sovventori, nel rispetto di quanto previsto in merito dalla Legge 59/92;
deliberare su tutti gli altri oggetti attinenti alla gestione sociale riservati alla sua competenza dalla legge, dal presente statuto o sottoposti al suo esame dagli amministratori.

Art. 24 – assemblea straordinaria
L’assemblea è convocata in sede straordinaria per trattare le materie e deliberare sugli oggetti dalla legge espressamente riservati alla sua competenza.
L’assemblea straordinaria, in particolare, è convocata per deliberare:
a) sulle modificazioni dell’atto costitutivo e dello statuto;
b) sulla nomina e sui poteri dei liquidatori.

Art. 25 – svolgimento dell’assemblea
Nelle Assemblee hanno diritto di voto coloro che risultano iscritti nel libro dei soci da almeno tre mesi e siano in regola con i versamenti dovuti.
Ogni socio cooperatore ha diritto ad un solo voto qualunque sia l’ammontare della quota sottoscritta.
Ai soci sovventori possono spettare più voti come risulterà dalla delibera di ammissione con un massimo di cinque per socio e comunque con i limiti posti dall’art. 4 della legge 59/92.
I soci che per giustificato motivo non possano intervenire personalmente all’Assemblea possono farsi rappresentare solo da un’altro socio mediante delega scritta.
Ogni socio può rappresentare solo 2 (due) soci.
Le deleghe, che non possono essere conferite agli amministratori, devono essere menzionate nel verbale dell’Assemblea e conservate tra gli atti sociali.
Nelle votazioni si procede normalmente con il sistema dell’alzata di mano, con prova e controprova, salva diversa modalità deliberata dall’Assemblea volta per volta o prevista dalla legge.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e, in sua assenza, da persona designata dall’Assemblea stessa.
Il Presidente è assistito da un Segretario scelto anche tra non soci; l’assistenza del Segretario non è necessaria quando il verbale sia redatto da un Notaio.
Le deliberazioni dell’Assemblea devono constare da verbale.
Alle Assemblee potrà partecipare, senza diritto di voto, un rappresentante dell’associazione di categoria cui la cooperativa eventualmente aderisce.

Art. 26 – validità delle deliberazioni
L’Assemblea, tanto ordinaria che straordinaria, è validamente costituita, qualunque sia l’oggetto da trattare, in prima convocazione quando sono presenti, in proprio o per delega, tanti soci che rappresentino la maggioranza dei voti spettanti a tutti i soci; in seconda convocazione qualunque sia il numero dei soci presenti e rappresentati.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti dei soci presenti o rappresentati all’adunanza.
Quando si tratta di deliberare sul cambiamento dell’oggetto sociale, sulla fusione o sulla scissione della società, sul trasferimento della sede sociale in altre località del territorio dello Stato oppure sullo scioglimento anticipato, tanto in prima che in seconda convocazione, le deliberazioni devono essere prese con voto favorevole di almeno la metà più uno dei voti di tutti i soci iscritti nel libro dei soci.

B) AMMINISTRATORE UNICO O CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Art. 27 – composizione
La Cooperativa è amministrata da un amministratore unico o da un Consiglio di Amministrazione composto da un minimo di 3 a un massimo di 5 membri eletti dall’Assemblea che ne determina il numero.
I soci sovventori possono essere eletti Amministratori. In ogni caso, però, la maggioranza degli Amministratori deve essere costituita da soci cooperatori.
Nell’ipotesi di Consiglio di Amministrazione, quest’ultimo elegge, tra i suoi membri, il Presidente e il Vice Presidente. Occorrendo, di volta in volta, il Consiglio può nominare Segretario, per la redazione dei verbali, anche un altro socio o una persona estranea alla Società.

Art. 28 – durata in carica
Gli Amministratori durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
In qualunque tempo possono essere revocati dall’Assemblea.
Gli Amministratori sono dispensati dal prestare cauzione e non hanno diritto a compenso, salvo che non lo deliberi l’Assemblea, la quale ne determinerà annualmente il compenso.
Agli Amministratori spetta il rimborso delle spese sostenute per conto della Società nell’esercizio delle loro mansioni.

Art. 29 – convocazione – deliberazioni
Il Consiglio di Amministrazione, se nominato, è convocato dal Presidente o da chi lo sostituisce, tutte le volte che lo ritiene necessario o utile, anche fuori della sede e dei locali sociali, oppure quando ne sia fatta domanda da almeno un terzo dei consiglieri o dal Collegio Sindacale se nominato.
La convocazione è fatta coi mezzi che il Presidente ritiene opportuni, ma in modo che gli interessati siano avvertiti almeno due giorni prima della data fissata per la riunione. Le riunioni del Consiglio sono valide quando vi interviene la maggioranza degli Amministratori in carica.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti dei consiglieri presenti. Il Consigliere personalmente interessato nelle questioni che si discutono deve astenersi dal partecipare alle deliberazioni.
A parità di voti, nelle votazioni palesi prevale il voto del Presidente, nelle segrete la parità importa la reiezione della proposta.

Art. 30 poteri
L’amministratore unico o, se nominato, il Consiglio di Amministrazione è investito dei più ampi poteri per la gestione della Società, in conformità delle leggi e dello statuto.
Spetta tra l’altro all’organo amministrativo:
a) curare l’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea;
b) stendere i bilanci e le relative relazioni di accompagnamento nel rispetto di quanto indicato dall’art. 2 legge 59/92;
c) predisporre i regolamenti previsti dal presente statuto, che dovranno essere approvati dall’Assemblea;
d) determinare gli indirizzi dell’azienda, nell’ambito delle varie fasi lavorative e per il conseguimento degli scopi sociali, stabilendo all’uopo le mansioni dei singoli soci;
e) stipulare gli atti e contratti di ogni genere inerenti all’attività sociale;
f) conferire procure speciali per singoli atti o gruppi di atti, ferme restando le facoltà attribuite al Presidente del Consiglio dall’art. 32;
g) assumere e licenziare personale della Società fissandone le retribuzioni e le mansioni;
h) dare l’adesione della Società ad organi federali o consortili;
i) deliberare circa l’ammissione, il recesso, la decadenza e l’esclusione dei soci;
l) compiere tutti gli atti e le operazioni di ordinaria e straordinaria amministrazione che comunque rientrino nell’oggetto sociale, fatta eccezione soltanto di quelli che per disposizioni di legge e dello statuto siano riservati all’Assemblea; il Consiglio di Amministrazione ha quindi, tra l’altro, la facoltà di nominare avvocati e procuratori alle liti davanti a qualsiasi autorità giudiziaria o amministrativa ed in qualsiasi grado e giurisdizione; concedere fidejussioni, richiedere affidamenti bancari, contrarre mutui assumendone gli oneri relativi, assumere obblighi in ordine a finanziamenti agevolati e stipulare convenzioni con Enti pubblici.
m) nominare il Comitato esecutivo o altri organismi tecnici.
Il Consiglio può delegare parte dei propri poteri ad uno o più dei suoi membri.

Art. 31 – rinuncia, decadenza, scadenza
I Consiglieri che intendono rinunciare all’ufficio devono darne comunicazione scritta al Consiglio di Amministrazione ed al Presidente del Collegio Sindacale se nominato.
I Consiglieri che, senza giustificato motivo, non partecipano per due volte consecutive alle riunioni del Consiglio decadono dalla carica.
Decadono parimenti dalla carica i Consiglieri che, per qualunque motivo, perdono la qualità di socio.
I Consiglieri decaduti, rinunciatari o che comunque vengono a mancare nel l’esercizio, vengono sostituiti da altri nominati dal Consiglio di Amministrazione con deliberazione approvata dal Collegio Sindacale, se nominato, con le modalità dell’art. 2386 C.C.
La cessazione degli Amministratori per scadenza dei termini ha effetto solo momento in cui il Consiglio di Amministrazione è ricostituito.

Art. 32 – presidente, poteri di rappresentanza
L’amministratore unico o ,in alternativa, il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha la firma e la rappresentanza legale della Società di fronte ai terzi e in giudizio.
l’amministratore unico o il Presidente è autorizzato, senza preventiva delega del Consiglio di Amministrazione, a ricevere pagamenti da pubbliche amministrazioni, da banche e privati, qualunque sia l’ammontare e la causale, rilasciandone liberatoria quietanza.
L’amministratore unico o il presidente del Consiglio di amministrazione, previa delibera del Consiglio di Amministrazione, potrà inoltre nominare e revocare avvocati e procuratori alle liti attive e passive, riguardanti la Società, davanti a qualsiasi autorità giudiziaria e amministrativa in qualunque grado e giurisdizione.
In caso di assenza o impedimento del Presidente, le mansioni e i poteri a lui attribuiti spettano al Vicepresidente in carica, se nominato, o, in mancanza di questo, ad un Consigliere designato dal Consiglio.
Di fronte ai soci, ai terzi ed a tutti i pubblici uffici, la firma del Vice Presidente fa piena prova dell’assenza od impedimento del Presidente.

C) COLLEGIO SINDACALE

Art. 33 – composizione, durata
Il Collegio Sindacale, se nominato o nei casi in cui si rendesse per legge obbligatoria la nomina, si compone di tre membri effettivi e di due supplenti, eletti anche tra i non soci dall’Assemblea, la quale nominerà pure il Presidente del Collegio stesso.
I Sindaci durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
I Sindaci non hanno diritto a compenso, ma solo al rimborso delle spese sostenute per conto e nell’interesse della Società, tranne che l’Assemblea ordinaria deliberi diversamente; in tal caso il compenso deve essere fissato prima o all’atto della nomina e per tutta la durata della carica.

Art. 34 – Compiti del Collegio Sindacale
Il Collegio Sindacale deve controllare l’amministrazione della Società, vigilare l’osservanza della legge e dello statuto, accertare la regolare tenuta della contabilità sociale, la corrispondenza del bilancio e del conto economico alle risultanze dei libri e delle scritture contabili e la regolare tenuta dei libri sociali
I Sindaci devono anche:
a) accertarsi che le valutazioni del patrimonio sociale vengano fatte con l’osservanza delle norme legislative;
b) accertare almeno ogni tre mesi la consistenza di cassa e l’esistenza dei valori e titoli di proprietà della Società o ricevuti da essa in pegno, cauzione o custodia;
c) verbalizzare gli accertamenti fatti anche individualmente;
d) intervenire alle adunanze dell’Assemblea e del Consiglio di Amministrazione e possibilmente anche a quelle del Comitato Esecutivo, quando sia costituito;
e) convocare l’Assemblea quando non vi provvedono gli amministratori;
Il Collegio Sindacale deve riunirsi almeno ogni trimestre.
Le deliberazioni devono essere prese a maggioranza assoluta.
Il Sindaco dissenziente ha diritto di fare iscrivere a verbale i motivi del proprio dissenso.

TITOLO VI: DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI

Art. 35 – clausola compromissoria
Qualunque controversia dovesse insorgere tra i Soci e la Cooperativa, purché per legge possa formare oggetto di compromesso, dovrà essere deferita a tre arbitri nominati uno ciascuno dalle parti ed il terzo di comune accordo. In caso di disaccordo sulla designazione del terzo arbitro, o qualora una delle parti non abbia provveduto alla nomina di sua spettanza nei trenta giorni successivi alla nomina effettuata dall’altra parte, il Collegio Arbitrale verrà completato su designazione del Presidente del Tribunale di Teramo anche su richiesta di una sola parte. Gli Arbitri decideranno con equità, senza formalità di procedura, ed inappellabilmente.

Art. 36 – regolamento interno
Il funzionamento tecnico ed amministrativo della Società potrà essere disciplinato da un regolamento interno da compilarsi dal Consiglio di Amministrazione e da approvarsi dall’Assemblea.

Art. 37 – rapporti societari e prestazioni lavorative
La cooperativa disciplinerà i rapporti di lavoro con apposito regolamento interno approvato dall’assemblea ai sensi e per gli effetti della L.142/01 art.6, da depositarsi presso la Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competente.

Art. 38 – scioglimento della Società
L’Assemblea che dichiara lo scioglimento della Società nomina uno o più liquidatori, scegliendoli preferibilmente tra i soci, stabilendone i poteri.
Il patrimonio sociale netto risultante dal bilancio di liquidazione, previo rimborso ai soci del capitale versato e rivalutato e dei dividendi eventualmente maturati, deve essere destinato a fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione di cui all’art. 11 della legge 59/92.

Art. 39 – rinvio al codice civile e alle leggi speciali in materia
Per tutto quanto non espressamente previsto nel presente statuto e nei relativi regolamenti, si applicano le disposizioni del codice civile e delle leggi speciali in materia di cooperative, nonché le disposizioni in materia di S.R.L. in quanto compatibili con la disciplina cooperativistica.
Art. 40 – requisiti delle cooperative a mutualità prevalente
Premesso che la cooperativa è da considerarsi di diritto a mutualità prevalente, la stessa recepisce i contenuti dell’art.2514 c.c. relativamente a:
a) il divieto di distribuzione dei dividendi in misura superiore all’interesse massimo dei buoni postali fruttiferi aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato;
b) il divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore ai due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi;
c) il divieto di distribuire le riserve tra i soci cooperatori;
d) l’obbligo di devoluzione, in caso di scioglimento della cooperativa, dell’intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati, a fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo delle cooperative.

Art. 41 – disposizioni finali
Le clausole statutarie concernenti i requisiti di mutualità prevalente come disciplinati dal D.Lgs. 6/03, sono inderogabili, non potranno essere oggetto di modifica statutaria, salvo variazioni apportate da future leggi, e devono essere di fatto sempre osservate.